CAMPO SIMBIOTICO SPERIMENTALE
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La Fertilità del Suolo: Chimica o Biologia?

L’agricoltura convenzionale considera da sempre la fertilità del suolo come una questione strettamente chimica: un equilibrio di azoto, fosforo e potassio (NPK) da mantenere con la corretta applicazione di fertilizzanti. L’approccio ‘chimico’ all’agricoltura comporta però un enorme consumo di combustibili fossili, con le ben note conseguenze per l’ambiente e la salute umana.

La componente biologica della fertilità del suolo è stata per anni trascurata nell’agricoltura convenzionale, con importanti conseguenze: alcune delle nuove malattie che colpiscono le colture come ad esempio la moria del kiwi sono infatti legate anche a un impoverimento della biodiversità microbica dei suoli coltivati.

Oggi sappiamo quindi che la fertilità del suolo dipende dall’interazione delle sue caratteristiche chimico-fisiche con il complesso di microrganismi (il microbiota) che nel suolo vivono e che si possono associare alle radici delle colture, mediando il trasferimento dei nutrienti minerali dal suolo alla pianta.

I progetti FERTISOIL e MILAGRO propongono un approccio innovativo all’agricoltura, basato sull’introduzione di microrganismi benefici nel suolo attraverso l’uso di biostimolanti naturali per aumentare la biodiversità e generare un suolo più sano e fertile.


Il prato polifita: un’oasi di biodiversità

L’impiego di prati polifiti, caratterizzati da un elevato numero di specie erbacee, è un’alternativa alle monocolture di mais, erba medica, ecc., che può produrre in modo sostenibile foraggio di ottima qualità per le vacche da latte.

La presenza di molte leguminose, con più picchi di fioritura nel corso della stagione, rappresenta inoltre una interessante risorsa mellifera per le api e gli altri insetti impollinatori.

L’elevato numero di specie di piante, come pure di batteri e funghi del suolo, genera un vero e proprio volano per la biodiversità, favorendo lo sviluppo di una comunità basata su rapporti di simbiosi più o meno stretti che sostengono lo sviluppo delle piante e le rendono più resistenti anche di fronte alle nuove sfide portate dal cambiamento climatico.


Un campo, due filiere

Le arnie, posizionate lungo il margine del campo sperimentale, e le vacche da latte, poco più distanti, costituiscono i primi destinatari della nostra attività sperimentale, che alimenta due filiere corte (quella del miele e quella del latte) di alta qualità e davvero a KM0. Per massimizzare sia la qualità del foraggio (che impone il taglio nel pieno della produzione vegetativa) sia la produzione di nettare (che richiede il completamento del ciclo vitale della pianta con la fioritura), il nostro prato polifita è affiancato da una parcella interamente coltivata a leguminose che verranno raccolte solo a fine stagione, e da una fascia di piante non foraggere, destinate esclusivamente alla produzione di fiori.


Sostenibilità a 360°

Il nostro progetto prevede anche un bilancio dei flussi di materiali ed energia immessi e prodotti dal sistema. Monitorando attentamente costi e ricavi, intendiamo dimostrare che il nostro approccio all’agricoltura è sostenibile dal punto di vista non solo ecologico ma anche economico. Un passo fondamentale per convincere aziende e investitori della validità di questa agricoltura ‘nuova’, che si basa però su un’alleanza antica come il mondo.


Luogo: Ruffia – CN
Progetti di Ricerca: FertiSoil / Milagro
In collaborazione con: Fondazione CRT / Fondazione CRC
Partner: Erbalatte / Cascina Airetta / Agricoltura Simbiotica


Inaugurazione / Diretta Instagram: clicca qui


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